Rendere conto di una nuova pratica

È più facile essere stimolati da ciò che incontriamo per la prima volta che da ciò che ci circonda ogni giorno. Se l’abitudine spegne la lucidità, l’insolito la stimola e a volte lo sguardo sonnolento rivolto a ciò che ci è familiare può essere rinfrescato dal confronto col nuovo. La creazione di contesti di cura nuovi (centri diurni, comunità) strutturalmente differenti dai contesti terapeutici precedenti (ambulatorio e ospedale) […] ci ha condotto ad osservare con uno sguardo nuovo i funzionamenti istituzionali classici.
Marcel Sassolas, 1997

Un metodo per apprendere dall’esperienza

Corso di formazione e Aggiornamento 2015 - 2016

Riproporre al centro la realtà dell’equipe

Da ottobre 2015 a giugno 2016 - Corso di Formazione-Aggiornamento 2015-2016

Il Corso di aggiornamento dell’anno operativo 2015-2016 ripropone al centro della riflessione la realtà dell’équipe come fattore terapeutico che caratterizza in maniera specifica il lavoro riabilitativo condotto nel contesto residenziale e di centro diurno. Il nostro assetto lavorativo, infatti, prende la forma del gruppo di lavoro – e al lavoro – non solo perché comprende competenze e funzioni diverse, ma anche e soprattutto perché la figura dell’operatore, estendendo la propria presenza lungo il corso delle 24 ore, interviene, nella vita del paziente, nel tempo destinato alla vita sociale ed in quello riservato alla vita personale, nel tempo dell’impegno e della responsabilità ed in quello del riposo e dello svago, per svolgere un’azione che ha molteplici sfaccettature: supporto, sostegno, riflessione, rielaborazione, valutazione critica, programmazione e, non da ultimo, cura e riabilitazione. La gamma degli interventi effettuati diviene più ampia a mano a mano che si progredisce nella disponibilità ad affrontare il trattamento di casi complessi, che richiedono di sviluppare percorsi riabilitativi personalizzati, ma anche di uscire dall’orizzonte sanitario per interfacciarsi con i numerosi altri mondi in cui il soggetto vive, che in alcuni passaggi esistenziali si impongono con tutto il peso e la cogenza che la realtà può assumere e, aldilà di questi, con la dimensione fondamentale dell’esperienza umana, che include aspirazione alla libertà e dinamica del desiderio.

Programma:

n.

data

relatore

contenuto

1

21 ottobre

Pietro R. Cavalleri, don Vincent Nagle

Libertà per tutti: l’introduzione del fattore “libertà” nell’orizzonte terapeutico.

2

18 novembre

Agostina Martini

Le misure restrittive della libertà: la tipologia delle misure che vengono applicate in relazione ai vari stadi del giudizio, le differenti autorità che le dispongono e le diverse misure che si ritrovano in esecuzione.

3

9 dicembre

Simone Vender

Il paziente borderline: turbolenze e risposte dell’équipe curante.

4

20 gennaio

Salvatore Zizolfi

Fattori Terapeutici nelle Comunità Psichiatriche Residenziali: Équipe e Setting Multiprofessionale.

5

17 febbraio

Massimo Clericii

Violenza e antisocialità. Le problematiche del paziente-reo nelle realtà carcerarie e nelle realtà terapeutiche alternative alla detenzione.

6

23 marzo

Carlo Fraticelli

Quale assetto richiede, all’équipe curante, il lavoro terapeutico con i pazienti portatori di Disturbo Borderline di Personalità?

7

20 aprile

Fabrizio Pavone

Psicosi, cronicità e il fuoco sotto la cenere: riflessioni sulla curablità / incurabilità delle schizofrenie.

8

18 maggio

Glauco Genga

I fondamentali della relazione con il paziente.

9

15 giugno

In preparazione

Tavola rotonda: Come conciliare, nel lavoro terapeutico, l’aspetto giuridico con quello clinico e riabilitativo?