Riabilitazione della vita quotidiana e riabilitazione delle capacità sociali

Due aree dell’esperienza fondamentalmente connesse, che non possono mai essere astrattamente separate; ciò nonostante, nel lavoro riabilitativo, l’accentuazione dell’una o dell’altra area corrisponde a un dato di fatto dell’esistenza individuale.

Dall’identità alla socialità

Psicoterapia di gruppo

1. IPT
Il programma IPT (Terapia psicologica integrata) è una terapia psicologica di gruppo di tipo cognitivo-comportamentale, che ha lo scopo di promuovere la capacità del soggetto di riconoscere e interpretare le informazioni e le richieste ambientali e di aumentare l’efficacia dei suoi comportamenti. Tale metodo nasce negli anni ’80 ad opera di Hans Brenner e Volker Roder, dell’Università di Berna, sulla scorta dei risultati di molteplici ricerche cliniche sul funzionamento mentale di pazienti affetti da schizofrenia. Essi hanno rilevato come i deficit cognitivi e quindi le alterazioni della capacità di elaborazione delle informazioni ad essi conseguenti, si riflettano sulla costruzione, lo sviluppo e l’organizzazione del comportamento. Hanno anche evidenziato il meccanismo che porta all’apprendimento di un comportamento attraverso acquisizioni gerarchicamente successive: dal livello attentivo-percettivo al livello cognitivo, a quello delle abilità sociali, fino alla capacità di risoluzione dei problemi. La compromissione delle funzioni relative ad un livello, ostacola la capacità del soggetto di funzionare al livello successivo.
Il programma I.P.T. unisce interventi su tutti e quattro i livelli, rispettando la consequenzialità degli apprendimenti. Si tratta di esercitazioni individuali e di gruppo in cui vengono allenate abilità mnemoniche, di concentrazione e attenzione, di modulazione dei concetti, di comunicazione e ascolto, di percezione e interpretazione di stimoli sociali, abilità relazionali e di fronteggiamento di situazioni problematiche. Il gruppo che si forma é chiuso, è costituito da 8-10 persone, la frequenza è settimanale, la durata del programma è di circa 12 mesi. Il conduttore è uno psicologo, si occupa della parte istruttiva e della gestione delle dinamiche intra-gruppo. Il co-conduttore è un riabilitatore/educatore che affianca il soggetto nell’esecuzione degli esercizi e funge per lui da modello di confronto.

2. Comunicazioni
Il gruppo di psicoterapia centrato sulla comunicazione dà agli ospiti  la possibilità di ritrovarsi settimanalmente in un setting costante, costituito da non più di 10 partecipanti, nel quale ciascuno ha l’opportunità di esprimere i propri pensieri, emozioni, sensazioni e vissuti circa le proprie relazioni dentro e fuori della Comunità. Per superare l’iniziale difficoltà di esprimersi nel gruppo, vengono proposte storie e racconti che propongono metaforicamente dei temi coinvolgenti: l'abbandono, l'aiuto, la cura, il graduale divenire autonomi, l'utilizzazione delle proprie risorse.
Ciascun partecipante ha la possibilità di esprimersi liberamente, nel  rispetto delle regole basilari dell’ascolto, del rispetto dei tempi reciproci e dell'attenzione all'altro; quindi il conduttore aiuta a ricostruire un senso rintracciando il filo conduttore di ciò che è stato espresso.

3. Rilassamento

4. Sostegno all’autonomia
Questo progetto di psicoterapia di gruppo è focalizzato sull’esperienza dell’autonomia, pertanto intende fornire un sostegno ai pazienti che, vivendo autonomamente o preparandosi a farlo, si devono confrontare con le difficoltà della vita quotidiana. La possibilità di progredire verso un adattamento migliore al mondo in cui si vive risulta infatti facilitata nella misura in cui si è aiutati a prestare un’attenzione specifica a come l’esperienza viene vissuta e alle sue implicazioni.
Una maggiore autonomia di vita richiede al soggetto di occuparsi in prima persona delle proprie necessità pratiche ed emotive. Tale capacità, che si può definire sinteticamente come capacità di auto-accudimento, ha bisogno di un lavoro di ripristino e/o di sviluppo della consapevolezza di sé, della capacità di riconoscimento dei propri bisogni personali, della capacità di investire emotivamente sul proprio corpo-mente. L’apprendimento di tali capacità dipende molto dalle condizioni facilitanti contestuali e non sempre tali condizioni sono rintracciabili nell’ambiente naturale di vita. Nella quotidianità la persona, spesso ancora inesperta, deve confrontarsi con le vicissitudini della socialità, deve sapere assolvere i propri doveri, organizzare i tempi del riposo e dello svago, strutturarsi e organizzarsi in maniera adeguata. Il lavoro psicologico di rielaborazione dell’esperienza vissuta, tesa a far emergere il pensiero del soggetto e a consolidare e valorizzare i processi mentali che sono stati attivati, risulta pertanto di fondamentale importanza, lavorando sul piano cognitivo, emotivo, relazionale, sociale.
Questo percorso offre al soggetto l’opportunità di sentirsi meno solo nell’affrontare la fatica dell’esistere, in quanto il soggetto che partecipa al gruppo può giovarsi sia della condivisione dei propri vissuti da parte altre persone che si stanno cimentando con le medesime sue difficoltà, sia della presenza del terapeuta che lo aiuta a riconoscere il proprio mondo interno e a sostenerlo o modificarlo per rendere meno traumatico e più soddisfacente l’impatto col mondo esterno.
La metodologia del lavoro prevede inoltre che il conduttore-terapeuta venga affiancato, in maniera mirata e circoscritta, da figure professionali specifiche, allorquando nel gruppo si evidenzia la necessità di potenziare specifiche competenze.
Attività continuativa, con frequenza settimanale, condotta in gruppo semiaperto, composto da 8-10 partecipanti.

5. Gruppo di sostegno alle dimissioni dalla Comunità
Il gruppo di sostegno alle dimissioni intende occuparsi in maniera specifica di quei pazienti che sono arrivati alla conclusione del loro percorso comunitario.
L’idea di questo gruppo è nata dalla constatazione di quanto possa essere difficile, per un soggetto che ha avviato un percorso di cura, pensare al futuro e immaginare se stesso in un luogo diverso da quello in cui si trova. La fase di passaggio dal regime di vita comunitario ad nuovo regime di vita, qualunque sia il tipo di destinazione verso cui il soggetto è proteso o viene indirizzato, è delicata e decisiva e per questo si è pensato di dedicarvi una particolare attenzione.
Si tratta di una psicoterapia di gruppo di tipo focale, centrata sul tema del cambiamento, nella quale il soggetto condivide con gli altri l’esperienza del “passaggio”. Scopo del gruppo è preparare le persone ad affrontare, in modo più consapevole e con un maggior senso di padronanza, un cambiamento nel processo di cura. Vengono a tal fine analizzate e discusse le valutazioni di ognuno circa le acquisizioni fatte, le abitudini apprese, per arrivare a formulare un bilancio di massima dell’esperienza trascorsa in Comunità. In tal modo ciascuno è aiutato a riconoscere e affrontare le principali reazioni legate all’esperienza della dimissione (incertezze, timori, bisogni, aspettative); inoltre i soggetti vengono sostenuti nel mettere a fuoco e sviluppare in modo più preciso gli obiettivi ai quali tendere per nel futuro.
Mentre il terapeuta e i co-conduttori, all’interno del processo terapeutico, svolgono la funzione di attivatori dei processi di elaborazione psichica, tutti i membri del gruppo, assumono a loro volta reciprocamente la funzione di attivatori del senso di appartenenza ad un’esperienza condivisa. Il gruppo è semiaperto, ha una frequenza settimanale e una durata media di tre mesi.