Lo scopo del lavoro riabilitativo

…consiste nell’individuare e attuare le possibili forme di sostegno, così da aiutare il paziente a riacquistare maggiore autonomia e indipendenza nella vita quotidiana: cura della persona, igiene personale, capacità relazionale, capacità di muoversi autonomamente nell’ambiente esterno.
art. 1 del Regolamento interno delle Strutture Residenziali della Fondazione AS.FRA.

La bacheca di AS.FRA.

News ed eventi - febbraio 2017

Verso le stelle con Franco Nembrini

- Si è svolto il primo degli incontri del corso di formazione istituzionale 2017

“Formazione dal titolo La cura di sé, la cura del malato: ragioni ed esperienze. Gli incontri saranno tenuti da un vescovo, mons. Massimo Camisasca, e da un professore di lettere, Franco Nembrini, che ci parlerà anche della Divina Commedia. Mi hanno sorpresa un’altra volta. Non so cosa c’entri ma so che c’entrerà. Anche dentro di me. Si apre la possibilità che un “Virgilio” mi traghetti in un mondo inesplorato, dove le allegorie diverranno immagini concrete del mio quotidiano e potranno aiutarmi a comprenderlo e a comprendermi in questo viaggio”. La reazione di una nostra collega alla presentazione del ciclo di formazione istituzionale 2017 è un po’ quella di tutti noi. Adesso il viaggio è iniziato, il primo incontro si è svolto. Per chi volesse ripercorrerlo è a disposizione la registrazione. Arrivederci alle prossime tappe!

VIDEO:

INTRODUZIONE DOTT. ALESSANDRO PIROLA

PARTE 1 NEMBRINI

PARTE 2 NEMBRINI

DOMANDE E RISPOSTE

MAKING DANTE

 


Fotogallery

La Cura di se’, La Cura del malato: Ragioni Ed Esperienze

- Un percorso formativo in quattro tappe. Due testimoni con cui confrontarsi e dialogare

Franco Nembrini aveva 11 anni quando fu mandato in esilio, come Dante Alighieri. «Lavoravo come garzone in una rosticceria. I padroni mi davano da mangiare e da dormire. Una sera stavo per andare a letto, stanco morto: ebbi l’ordine di scaricare un furgone appena arrivato. Mi ritrovai a portare giù in cantina, da solo, casse e casse di acqua minerale e di vino. All’improvviso mi ricordai di una terzina della Divina Commedia. Mi risuonarono nella testa le parole con cui il trisavolo Cacciaguida, nel XVII canto del Paradiso, preannuncia a Dante che da Firenze andrà in esilio a Verona, alla corte di Bartolomeo della Scala: “Tu proverai sì come sa di sale lo pane altrui, e come è duro calle lo scendere e ‘l salir per l’altrui scale”. Tu proverai quanto ha sapore amaro il pane mangiato alla mensa di altri e quanto è umiliante cammino lo scendere e il salire per le scale altrui». Il ragazzo scoppiò a piangere. «Di gioia: mi sentii capito da qualcuno che aveva provato quegli stessi sentimenti prima di me».

“Senza i libri non potrei vivere” sostiene mons. Massimo Camisasca, vescovo di Reggio Emilia e Guastalla. “E non perché sia mai stato un topo di biblioteca, ma la mia vita l’ho vissuta leggendo. Di letteratura, di storia, di poesia, di filosofia. Solo una parte l’ho portata con me, perché penso che, nella vita, per invecchiare bene, sia importante alleggerirsi”. E ancora “Questa è la ragione fondamentale del mio episcopato: annunciare che Cristo, il Figlio di Dio fatto uomo, che ha subìto per amore nostro la Passione e la Croce, è risorto e perciò è vivo, e agisce nella storia degli uomini con la forza attrattiva della sua divina umanità attraverso il suo Corpo nella storia, che è il popolo cristiano, la sua Chiesa…”

Nella giornata dedicata internazionalmente al malato – sabato 11 febbraio – ha inizio un affascinante percorso formativo per i collaboratori di Fondazione As.Fra. - fondata dalla serva di Dio Adele Bonolis e dedicata alla cura delle persone con patologia psichiatrica grave (oltre 100 pazienti accolti e assistiti) – e Fondazione Maddalena Grassi, che opera nell’ambito della cura domiciliare (2000 pazienti all’anno a Milano) e dell’accoglienza in residenze protette di persone con diverse patologie: Immunodeficienza Acquisita, psichiatriche, stati vegetativi, malattie neurologiche. Pazienti che sfidano l’umano e chiedono una ragione grande come quella necessaria per curarli.

Che cosa significa “prendersi cura?”, come si può concepire la cura dell’altro se non partendo da quella di sé? quali sono i limiti, oltre cui l’umano, malato e curante, non riesce ad andare?”:

Un percorso condotto da due protagonisti della cultura, della fede e dell’umano, uno scambio con chi agisce e per chi ha delle domande. Fino, si auspica, a “riveder le stelle”.

 

11 febbraio 2017, ore 10.00 – 13.00, Fondazione Cariplo Centro Congressi Milano

8 marzo 2017, ore 14.30 e 8 aprile 2017, ore 10.00, Fondazione As.Fra, Vedano al Lambro

11 novembre 2017, Seminario Vescovile Seveso


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Affermare il "per sempre" della vita. E’ possibile oggi?

Giovedì 2 febbraio, alle ore 21 - salone oratorio SS. Luigi e Domenico - Parrocchia S. Maria Assunta E S. Maria Ausiliatrice - Via Brambilla, 3, Inzago

Un incontro con Don Stefano Cucchetti, professore di Bioetica ed Etica Sociale presso il Seminario di Venegono e il dott. Alessandro Pirola, direttore generale di Fondazione Maddalena Grassi e Presidente di As.Fra. Fondazione Onlus.

Don Stefano Cucchetti è presbitero della diocesi di Milano dal 2003. Dal 2003 al 2008 è stato alunno del Pontificio Seminario Lombardo. Ha seguito gli studi teologici istituzioni presso il Seminario Arcivescovile di Milano a Venegono Inferiore proseguendo nel corso di licenza presso la Pontificia Università Gregoriana. Nel 2009 ha conseguito il titolo di Dottore in Teologia Morale presso la Pontificia Università Gregoriana. Dal 2005 al 2007 è stato professore assistente di teologia morale fondamentale presso la Pontificia Università Gregoriana. Attualmente insegna Bioetica ed Etica Sociale presso il Seminario di Venegono e presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Milano.