Lo scopo del lavoro riabilitativo

…consiste nell’individuare e attuare le possibili forme di sostegno, così da aiutare il paziente a riacquistare maggiore autonomia e indipendenza nella vita quotidiana: cura della persona, igiene personale, capacità relazionale, capacità di muoversi autonomamente nell’ambiente esterno.
art. 1 del Regolamento interno delle Strutture Residenziali della Fondazione AS.FRA.

La bacheca di AS.FRA.

News ed eventi - febbraio 2018

Egli ha preso le nostre infermita’

- Messaggio della CEL a tutti i fedeli sull’impegno della comunità cristiana per tutti coloro che hanno bisogno di cura

Allegati

Messaggio dei Vescovi Lombardi

Formazione Istituzionale 2018

- Il Lavoro: il gusto, il senso e la necessità

Carissimi,

l’anno scorso abbiamo fatto un bel lavoro insieme, aiutati dal Professor Nembrini e da Monsignor Camisasca, che ci hanno accompagnati a comprendere come la cura del malato e la cura di noi stessi siano tra loro fortemente e intimamente legate.

Attraversando le nostre esperienze siamo diventati più consapevoli dei desideri e delle ragioni da cui nasce la domanda di cura delle persone che assistiamo, ma anche delle domande che ci vengono nel lavoro che facciamo, scoprendo che ultimamente hanno la stessa origine.

La parola che forse ci è rimasta più impressa è “sfida”, vale dire riconoscere al presente di vita in cui ti trovi il suo valore prezioso.

Allora quest’anno vorremmo proseguire su questa strada parlando proprio del lavoro, che è la circostanza in cui gran parte di quella sfida si gioca, per tutti.

In fondo lo scopo della formazione, e solo per questo ci interessa farla, è che il nostro lavoro possa essere sempre più efficace per le persone che assistiamo e sempre più gratificante per noi che lo facciamo, visto che così tanto prende della nostra vita.

Se c’è una sfida allora c’è un rischio, perché quella sfida si può anche perderla.

Che cosa mi convince a correre il rischio? Che cosa sostiene la speranza nel tempo?

Sono in gioco infatti l’identità e la dignità stesse dei nostri malati e di ciascuno di noi, perché lavoro non è innanzitutto realizzazione di un obiettivo, ma scoprire un cambiamento di sé, cosciente.

Che cosa c’è allora di più interessante, più utile, più bello che guardar dentro la concretezza di questa circostanza che è il lavoro perché, scoprendone il gusto, il senso e la necessità, possiamo percorrere un nuovo pezzo di strada per, come si è detto lo scorso anno, “uscire a rivedere le stelle” e magari scoprirne il mistero.

Avete avuto l’invito che traccia il percorso che vorremo fare, sempre in compagnia di qualcuno che ci aiuti a tener fisso lo sguardo sulla meta.

Spero di ritrovarmi in compagnia di ciascuno di voi a fare questo cammino.

Buon lavoro a tutti!

                                                                   Alessandro Pirola

                                                                        Presidente


Fotogallery