Lo scopo del lavoro riabilitativo

…consiste nell’individuare e attuare le possibili forme di sostegno, così da aiutare il paziente a riacquistare maggiore autonomia e indipendenza nella vita quotidiana: cura della persona, igiene personale, capacità relazionale, capacità di muoversi autonomamente nell’ambiente esterno.
art. 1 del Regolamento interno delle Strutture Residenziali della Fondazione AS.FRA.

La bacheca di AS.FRA.

News ed eventi - ottobre 2018

Come si fa a misurare la dignità di una vita e dare l’eutanasia?

-

Angelo Mainini, direttore sanitario della Fondazione Maddalena Grassi, che ha assistito anche il Dj Fabo: «Una legge che stabilisca il limite oltre il quale una vita non è più degna di essere vissuta è impossibile perché non tiene conto della realtà concreta delle persone. Io sono a contatto con i malati tutti i giorni, la stragrande maggioranza di loro lotta per vivere»

Allegati

“Famiglia Cristiana” - 29 ottobre 2018

Misurare la sofferenza: una pretesa assurda

-

Angelo Mainini, fisiatra e direttore sanitario della Fondazione Maddalena Grassi, intervistato da Lucia Bellaspiga su "Avvenire", a partire dall’incontro con Dj Fabo, parla della sua esperienza con i malati cosiddetti "inguaribili".

Allegati

“Avvenire” - 25 ottobre 2018

Riabilitare l’umano - L’idea, il quotidiano, gli sviluppi

mercoledì 24 ottobre ore 14.30 - Auditorium Fondazione As.Fra., via Misericordia 51, Vedano al Lambro


Fotogallery

"Essere" o "Fare" il padre?

lunedì 22 ottobre ore 21.00 - Auditorium S. Leonardo da Vinci, via De Gasperi 1, Carate Brianza

Papà, mamma, figlio: quale relazione educa?

Un incontro con il prof. Franco NEMBRINI


Fotogallery

L’opera e le opere

martedì 23 ottobre ore 21.00 - Auditorium BCC "Il Parco", viale Garibaldi 37, Carate Brianza

conversazione con:

Giorgio VITTADINI, ordinario di Statistica Metodologica Università Milano Bicocca

Giancarlo CESANA, ordinario di Igiene Generale e Applicata Università di Milano Bicocca


Fotogallery

Quanto dobbiamo fare per superare i pregiudizi sul disagio psichico

-

Di Camilla Cosentino

Tirocinante cattedra di Criminologia


Fotogallery

E’ mancato Luciano Medici, Presidente emerito di As.Fra.

-

Nella tarda serata di martedì 9 ottobre è morto Luciano Medici, per molti anni Direttore e Presidente della Fondazione AS.FRA. Appassionato gestore di un luogo che ha sempre voluto orientato al bene per chiunque lo frequentasse, ha guidato la struttura in un lungo periodo caratterizzato da radicali trasformazioni cliniche e organizzative.

Tutta la Fondazione, grata per la sua passione e impegnata dal suo esempio, è vicina alla cara moglie e al figlio Giorgio, consigliere e amico. I funerali avranno luogo in Sesto San Giovanni, nella Chiesa dell’Assunta, venerdì 12 ottobre alle ore 15.30.

Il Presidente dott. Alessandro Pirola

Chi ha, metta. Chi non ha, prenda.

-

di: Jacopo Santambrogio, Psichiatra Fondazione AS.FRA.

Linda Di Martino, Operatore Socio Sanitario Fondazione AS.FRA.

Maria Cristina Filippo Tecnico della Riabilitazione Psichiatrica Fondazione AS.FRA.

Con questo motto scritto su un cappello rovesciato e appoggiato su una sedia fuori dal suo studio, Giuseppe Maria Moscati, medico napoletano vissuto a cavallo tra fine ‘800 e inizio ‘900, istituiva un principio di condivisione concreta per i suoi malati. Invitava i più abbienti a donare e i bisognosi a prelevare quanto necessario.

Il 25 settembre 3 operatori (Jacopo Santambrogio, Maria Cristina Filippo e Linda Di Martino) sono partiti con cinque pazienti alla volta di Napoli. In fondo, il principio che ha mosso per questa vacanza è stato lo stesso di Moscati: uno scambio reciproco, non pecuniario qui, ma di tempo, affetto, prossimità. La malattia mentale, quella cronica, descritta nei manuali e percepita nei Servizi, è caratterizzata dall’immobilità della persona che ne è affetta in un tempo solido, senza possibilità di essere scalfito dall’imprevisto e con una resistenza all’incontro con l’altro (ad esempio gli stati di autismo che caratterizzano la schizofrenia). L’esperienza della vacanza fuori dalle mura istituzionali ha un obiettivo ardito: sfatare alcuni luoghi comuni sulla cronicità, che vedrebbe l’individuo chiuso dal mondo delle possibilità e aprire la riflessione sulle pratiche per i “cronici”. La vacanza a Napoli ha voluto, appunto, aprire un varco verso un cammino volto a muovere chi è considerato fermo. Si è scelta Napoli come città simbolo della tradizione del Sud, caratterizzata da accoglienza, generosità e vivacità, a 800 chilometri dalla Brianza, come meta terapeutica per sperimentare un impatto forte con il mondo e con l’altro oltreché un viaggio dentro una cultura nuova e lontana geograficamente dal luogo in cui si vive. La singolare bellezza e ricchezza artistica della città, accanto al sogno di uno dei pazienti che ha partecipato all’esperienza di ritrovare i luoghi natii, hanno dato particolare risalto alla cornice della vacanza.

In effetti, l’ipotesi riabilitativa è stata verificata: il gruppo brianzolo ha avuto modo di incontrare un gruppo di pazienti-utenti del Centro Diurno di Riabilitazione (CDR) dell’ Unità Operativa di Salute Mentale di Scampia e di condividere momenti di visite culturali (al “Cristo Velato” nella Cappella di Sansevero, alla tomba di Moscati, al convento di S. Chiara, alla via San Gregorio Armeno, la via dei presepi) e momenti di convivialità come un pranzo in pizzeria accompagnato dal tamburello di un menestrello napoletano e dalla voce di G. (di ASFRA), e un pranzo al Centro Diurno di Scampia.

In queste giornate si sono osservati piccoli cambiamenti in queste persone nella sfera della cura di sé, nel riconoscimento dell’altro e delle sue emozioni, nel riconoscimento della propria fragilità e del bisogno di cura. D’altro canto gli utenti del CDR di Scampia, supportati da Annamaria Staiano (psicologa, responsabile del CDR di Scampia), Luciana Cioffi, (tecnico della riabilitazione psichiatrica) e Francesca Cecere (animatrice), hanno provato a mettere in atto un ribaltamento di ruolo da “colui che prende a colui che dà”, rendendosi protagonisti nell’accogliere e rapportarsi agli ospiti della Brianza. Anche da questa esperienza sono nati spunti di riflessione che indicano nuovi ambiti di ricerca sia per gli utenti che per gli operatori.

La vacanza ha avuto la funzione di volano nel fare sorgere domande sulla propria condizione e sul proprio futuro. Ora il percorso comunitario, nella routine quotidiana, ha il compito di assumerle, fornendo anche risposte.

Vedano al Lambro, 1.10.18


Fotogallery

Accompagnare chi e’ malato, miracolo che vince paura

- Un contributo di don Massimo Angelelli, direttore ufficio CEI Pastorale della Salute

Allegati

L’Articolo del quotidiano "Avvenire"