Il lavoro riabilitativo investe la totalità della persona

Il suo scopo, in primo luogo, è quello di stabilire una relazione individuale, che renda esplicita per ciascuno l’esperienza dell’essere riconosciuto personalmente in quanto dotato di una individualità distinta da quella di ogni altro.

Riabilitazione: l’esperienza dell’incontro

Programmi riabilitativi

I programmi riabilitativi individuali possono svolgersi in forma residenziale e semiresidenziale.

Nel primo caso il percorso comporta la partecipazione del paziente a una convivenza comunitaria, per un tempo che può richiedere da qualche mese a qualche anno di permanenza, in un contesto dotato di caratteristiche finalizzate preminentemente alla protezione del paziente oppure alla sua riabilitazione.

Nel secondo caso il percorso si configura mediante l’accesso al Centro Diurno, che può protrarsi per un tempo illimitato, secondo progetti definiti individualmente, con frequenza da uno a sei giorni per settimana compresa la possibilità di consumare il pranzo, per la partecipazione alle varie attività riabilitative che si svolgono in piccolo gruppo, in sede e fuori sede.

In entrambi i casi, l’ammissione del paziente avviene in seguito a una richiesta formulata dai Servizi Psichiatrici del territorio, presso cui il paziente è in cura; la richiesta avvia la presa di contatto diretto tra paziente e Fondazione, per la valutazione dell’idoneità e la messa a punto del progetto. In caso positivo, il paziente viene inserito in una lista di attesa e avvierà l’esperienza residenziale o semiresidenziale in funzione delle disponibilità di posto. Poiché le Strutture della Fondazione sono accreditate, i costi della frequenza dei programmi riabilitativi sono completamente a carico del Servizio Sanitario Regionale.

Residenziali

Le Strutture Residenziali si distinguono nelle due tipologie dell’Area Assistenziale e dell’Area Riabilitativa, che si differenziano in quanto della prima fanno parte le Comunità Protette, che accolgono pazienti che abbisognano interventi terapeutici più conservativi e assistenziali, mentre delle seconde fanno parte le Comunità Riabilitative, che accolgono pazienti idonei a programmi con maggiore intensità riabilitativa.

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Non residenziali

Attualmente l’attività riabilitativa non residenziale si svolge attraverso le prestazioni del Centro Diurno, benché sia allo studio un progetto per estendere l’intervento anche al domicilio del paziente. Il Centro Diurno, infatti, interviene sulla dimensione sociale e relazionale del paziente, mentre l’intervento dell’operatore al domicilio rimane insostituibile per sostenerlo nelle incombenze pratiche quotidiane.

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I profili e le tappe della riabilitazione

Il contesto e la strumentazione riabilitativa necessari affinché i percorsi offerti ai pazienti risultino effettivamente adeguati agli scopi che si propongono, fanno distinguere due profili riabilitativi, che possiamo indicare come riabilitazione della vita quotidiana e riabilitazione delle capacità sociali.

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